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“APPEAL E.P.” da oggi disponibile su tutti gli store

Continua il viaggio musicale di Roberto Albini e Miss Ade C. Da oggi, su tutte le piattaforme digitali, è disponibile “Appeal E.P” (Mastercut Records) il nuovo lavoro del dj producer, accompagnato, anche stavolta, dalla voce suadente di Miss Ade C.

Appeal è la prosecuzione del precedente lavoro Charme E.P. che, attraverso un sound morbido e sensuale, ha avuto il potere di incantarci tutti.

Con Appeal, invece, le atmosfere diventano ancora più ipnotiche e intriganti: lo stile Lounge/ Chillout, che abbiamo imparato a conoscere attraverso Charme, resta la cifra stilistica dei nuovi tre brani che compongono l’EP.

Con Evanescent |Fell from the Sky | Who Am I, basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dall’incantevole voce di Miss Ade C. in un’atmosfera alternativa totalmente rilassante.

Le tracce di Appeal E.P. sono acquistabili da questo link: TRAXSOURCE

BIOGRAFIA

Roberto Albini

Roberto Albini ha iniziato la sua carriera artistica nel 1985 all’età di 15 anni, collaborando con alcune emittenti radiofoniche e diversi locali notturni nella zona dei castelli di Roma. Il sound di Albini spazia tra diversi generi musicali: House, Garage, Deep, Soulful ed Electro House. Nel febbraio 2008 inizia il suo viaggio discografico con “Doctor Music Rec., Con il lancio dei singoli” Free Spirit ” e “Northern Wind”, fondata con Daniele Piredda. Il duo inizia anche a collaborare con artisti internazionali per la creazione e la produzione di remix. Negli anni alterna il lavoro di produttore a quello di conduttore radiofonico e nel 2012 intreccia la sua strada con quella di Miss Ade C. Dal 2016 è uno degli artisti dell’etichetta Mastercut Records

Segui Roberto Albini su Spotify

Miss Ade C.

Nata sotto il segno della musica e dell’arte, lascia scorrere la vita ascoltando la propria colonna sonora. Pittrice di trompe l’oeil, speaker radiofonica, autrice, cantautrice, insegnante, curiosa nella vita e spugna del sapere a 360°. Cantante per passione da sempre. Dal piano bar a soprano in diversi cori, diventa Miss Ade C. nel panorama musicale. Nel futuro? Un libro da pubblicare, dischi da incidere e mai smettere di sognare.

Radio Ouija, il video omaggio all’Horror di Luca Worm

Luca Worm, già chitarrista degli Animatronic, di cui è fondatore insieme a Luca Ferrari dei Verdena, ha pubblicato il nuovo video di “Radio Ouija”. brano di chiusura di “Now”, il suo disco d’esordio uscito a Dicembre 2020.

Guarda il videoclip su Youtube

Luca Worm sul brano: ‘La mia visione della Radio come tramite tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Scritta di getto su richiesta durante un contest a cura del Red Wine Smoking Club per Radio Croda, tema centrale: la Radio in qualsiasi sua sembianza’

Il regista Stefano P. Testa:

‘Il videoclip di Radio Oujia è un omaggio al cinema horror degli anni ’80 incentrato sulla possessione demoniaca. Per citarne un paio, Evil Dead (1981) di Sam Raimi e Demoni (1985) di Lamberto Bava. Il linguaggio audiovisivo utilizzato è invece quello del found footage, genere cinematografico diventato celebre a fine anni ’90 con The Blair Witch Project (1999), ossia la costruzione di un film partendo dal ritrovamento (fittizio) di filmati amatoriali.

La storia è semplice: cinque giovani sbandati si dirigono in una casa nel bosco per ubriacarsi e fare casino. Giunti alla baita fatiscente trovano una chitarra elettrica (probabilmente dimenticata dal Signore delle Tenebre), quindi hanno la brillante idea di disegnare una tavola Ouija sul retro di quell’infernale strumento.

Invocheranno uno spirito maligno affamato di anime mortali.

Se tra i lettori c’è qualcuno che ha subìto la stessa sorte (può capitare a chiunque per carità), all’inizio e alla fine del video può trovare il numero del Dottor Gianfranco Medium, in grado di offrire una valida soluzione al problema. Citando l’illustre spiritologo: “il 15% degli italiani, e questo è stato statisticamente provato, sono indemoniati.”

Che sia un fenomeno contagioso?

Biografia

Luca Worm è un chitarrista e compositore bergamasco in attività da oltre dieci anni. Conosciuto in ambito locale per aver militato in svariati gruppi e collezionato diverse partecipazioni grazie alle sue doti, nel 2017 ha vinto il premio di “Best Guitarist of the Year” al Tour Music Fest e recentemente è stato protagonista di un fortunato Tour con gli Animatronic, di cui è fondatore insieme a Luca Ferrari dei Verdena e con i quali ha portato in tutta Italia il disco REC (La Tempesta).

A Dicembre 2020 Luca ci presenta il suo primo album solista, anticipato dal video di “My Example”

Accompagnato da Cristian Negrini al basso e Mauro Ferretti alla batteria, “Now” propone un crossover di generi: cavalcate hard rock, sprazzi di blues e pop, il tutto alternando cantato e strumentale e sfoderando una tecnica pazzesca.

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Renzo Rubino: Fuori ora il nuovo singolo “Lasciami stare”

Esce oggi, venerdì 12 febbraio, “LASCIAMI STARE” (Rodaus), il nuovo singolo di RENZO RUBINO che racconta il dialogo con “la voce interiore”, che ognuno affronta da quando la pandemia ci costringe a passare più tempo con noi stessi e a fare i conti con le nostre virtù e paure.

Ascolta il brano

Più o meno in questo periodo, nel 2020 cominciava il lockdown nazionale. Come tutte le situazioni “estreme”, questa condizione ha costretto tutti a fare i conti con i propri limiti ma anche con le proprie virtù, con il coraggio e con le paure, con spazi piccoli che devono diventare enormi per poterli trasformare in “MONDO”. Il cielo, che non si può che guardare dalla finestra, diventa più limpido che mai e il frastuono della città diventa silenzio. Il sentimento che lega tutto questo è la Malinconia, che è la Felicità di essere Tristi.

È con queste parole che RENZO RUBINO racconta il suo nuovo singolo “LASCIAMI STARE” (produzione artistica Andrea Rodini e Giovanni Sala – produzione esecutiva Giungla Factory), il primo dopo la magica esperienza della seconda edizione del suo “Porto Rubino”, il festival ideato dallo stesso artista e diventato un docu-film presentato alla 15ma edizione della Festa del Cinema di Roma e trasmesso poi su SkyArte.

Un brano, scritto interamente da Rubino, che grazie al tocco di Mauro Ottolini, all’arrangiamento dei fiati, e di Andrea Beninati, all’arrangiamento della sezione ritmica, riesce a trasmettere tutta la malinconia, i dubbi e le domande sul futuro che ognuno di noi si pone dall’inizio della pandemia.

Ma “LASCIAMI STARE” racconta anche il silenzio composto degli artisti nel primo lockdown, la sofferenza per la mancanza dei live e del rapporto diretto col pubblico, l’incognita costante per ciò che verrà, da un anno a questa parte. Alla fine di tutto, però, la speranza trova sempre spazio. Così, per RENZO RUBINO, “Lasciami stare” diventa un vero e proprio “Canto contro il malessere”.

Biografia

Renzo Rubino nasce a Taranto nel Marzo 1988, inizia in ambito locale con la sua band, il suo primo Ep arriva nel 2011 con Farfavole e nello stesso anno è vincitore di Musicultura. Nel 2012 vince l’accademia di Sanremo per partecipare all’edizione 2013 con il brano “Il postino” contenuto nel disco “Poppins”. In questa occasione vince il premio della critica Mia Martini. Torna a Sanremo nel 2014 classificandosi terzo con i brani “Ora” e “Per sempre e poi basta” vincendo il premio dell’orchestra come miglior arrangiamento. Partecipa come ospite fisso nel 2015 a Fuori che tempo che fa, suona in Italia e in Europa e scrive musiche per il teatro. Nel 2017 esce il suo terzo disco “Il gelato dopo il mare” tra i 25 più bei dischi dell’anno secondo Panorama. Nel 2018 torna a Sanremo con “Custodire” prodotto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Nel 2019 va per mare con il suo festival “Porto Rubìno“. Alla seconda edizione de 2020 diventa anche docufilm per SkyArte presentato al festival del cinema di Roma a cui partecipano importanti artisti del panorama italiano.

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La Municipàl: fuori il nuovo doppio singolo “La terza stagione di Dark/Finisce qui”

“LA TERZA STAGIONE DI DARK/FINISCE QUI” è il nuovo doppio singolo de LA MUNICIPÀL. Si tratta del quarto capitolo del progetto “Per resistere alle mode”, caratterizzato dall’uscita di 5 doppi singoli (rilasciati in digitale e in formato vinile 45 giri a tiratura limitata) prodotti da luovo e Artist First, che saranno poi raccolti in una speciale pubblicazione a completamento del percorso.

Ascolta i brani su Spotify

Un inizio 2021 molto importante per La Municipàl, che ha aperto il nuovo anno firmando la sigla di “Magazzini Musicali”, il programma televisivo dedicato alla musica in onda su Rai2, e che ha visto Carmine Tundo riscuotere grande consenso con il disco “Gran Riserva”, album di debutto del suo nuovo progetto sotto il nome Diego Rivera.

Ora, con l’uscita del doppio singolo “La terza stagione di Dark/Finisce qui”, continua il percorso di “Per resistere alle mode”: un tracciato che amplia il concetto di album e diventa “viaggio interiore” attraverso canzoni che mettono a nudo le tante anime, spesso contrastanti, del progetto musicale guidato da Carmine Tundo.

PER RESISTERE ALLE MODE – IL PROGETTO”

“PER RESISTERE ALLE MODE” è il nuovo viaggio de La Municipàl. Un percorso artistico originale che amplia il concetto di album e diventa “viaggio interiore” attraverso canzoni che mettono a nudo le tante anime, spesso contrastanti, del progetto musicale guidato da Carmine Tundo.

“Per resistere alle mode” è stato inaugurato a febbraio 2020 con l’uscita del primo doppio singolo “Quando crollerà il governo/Fuoriposto” e con l’annuncio di una prima serie di concerti, il “Fuorimoda Tour”, originariamente previsto in partenza a marzo, tuttavia sospeso in seguito alle ordinanze governative per l’emergenza coronavirus.

Al primo doppio singolo, sono seguiti “Canzone d’addio/Che cosa me ne faccio di noi” e “L’Orsa Maggiore/Al Diavolo”, il secondo e il terzo capitolo di questa inusuale pubblicazione discografica.

“Per resistere alle mode” è un ulteriore avvicinamento verso la parte più vera di noi stessi, l’approdo alla consapevolezza di essere Fuorimoda e sentirsi a proprio agio in questa condizione.

È questa una presa di coscienza che coinvolge l’intero progetto de La Municipàl, che apre ora al nuovo percorso con molte novità, anche di formazione, oltre ad un rinnovato approccio stilistico e comunicativo.

L’intero progetto, inoltre, non verrà mai stampato su CD, ma si incarnerà in forme e formati di diffusione non convenzionali, in cui ogni doppio singolo sarà caratterizzato da un forte dualismo tra lato A e lato B di ogni uscita.

La Municipàl, negli ultimi anni, si è imposta come una delle migliori realtà musicali della propria generazione, ricevendo un forte apprezzamento da parte della critica che ha recensito e accolto con entusiasmo “Bellissimi difetti”, l’ultimo album rilasciato nel marzo 2019.

Lo scorso anno, inoltre, ha visto La Municipàl raggiungere una media di 160mila ascoltatori mensili su Spotify, superando i 4 milioni di stream e oltre 10 milioni di visualizzazioni su YouTube, registrando anche un importante incremento del pubblico ai concerti, grazie a una dimensione live che mette in risalto l’enorme potenzialità di questo progetto.

Dopo aver partecipato al Primo Maggio Roma, vincendo nel 2018 il contest 1MNext, La Municipàl è tornata sul palco del concertone in Piazza San Giovanni anche nel 2019 e, con il tour di “Bellissimi difetti”, ha fatto tappa nei principali club della penisola e in numerosi festival prestigiosi, quali Cous Cous Festival, Giffoni Film Festival, Voci per la libertà, Le Giornate del Lavoro, e moltissimi altri, proponendo un set che ha riscosso grandissimo successo.

LA MUNICIPÀL – BIOGRAFIA

La Municipàl nasce nel 2013. Ne fanno parte i fratelli Carmine e Isabella Tundo.

La proposta musicale è da subito solida, anche grazie al bagaglio di esperienza che un giovanissimo Carmine aveva già alle spalle – un Sanremo giovani nel 2010 con il progetto Romeus, un brano scritto per Malika Ayane, una vittoria assoluta alla XXII edizione di Musicultura nel 2011.

Il 27 maggio 2016 è la data di pubblicazione del loro album di esordio Le nostre guerre perdute, prodotto interamente da Carmine. Testi e musiche sono immediatamente riconoscibili e intercettano un disagio generazionale che dalla provincia si fa strada nelle grandi città. La matrice musicale è rock con una fortissima attitudine alla melodia.

Il tour di presentazione porta la band ad aprire i concerti di Skunk Anansie, Daniele Silvestri, I Ministri, Subsonica e a partecipare a diversi programmi radio e tv. Nel dicembre dello stesso anno a sorpresa, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro reinterpreta il brano Discografica Milano in un video che diventa virale sui social. Il brano entra così nelle classifiche Spotify tra i brani più ascoltati del mese.

A maggio 2018 la band vince il contest 1MNext che gli permette di suonare sul palco del Concertone del Primo Maggio di Roma a Piazza San Giovanni con il brano Lampadine. La canzone è contenuta in BSide, secondo lavoro discografico della band, pubblicato quello stesso anno dapprima in forma di EP e successivamente completato, nel 2019, con l’inserimento di due nuove tracce: Cartoline di fine estate e Come ci fotte l’amore.

A giugno 2018 esce la canzone I Mondiali del ‘18 e a luglio dello stesso anno Italian Polaroid. Seguono poi Mercurio Cromo (settembre 2018) e Punk Ipa (dicembre 2018). Questi brani sono il preludio al terzo album di inediti de La Municipàl, Bellissimi Difetti, che vede la luce il 29 marzo 2019, prodotto da iCompany per Iuovo / Artist First.

All’uscita del disco segue la pubblicazione di altri due estratti: Finirà tutto quanto e I tuoi bellissimi difetti. Il video di quest’ultimo viene presentato in anteprima esclusiva su rollingstone.it.

Il disco ottiene grandi apprezzamenti da parte della critica e del pubblico, che ai concerti, sempre più affollati, decreta La Municipàl come una delle realtà musicali più importanti della propria generazione.

James Senese: nel 2021 il nuovo album e l’uscita del documentario “James”

James Senese annuncia due importanti novità nell’anno appena iniziato. Nella tarda primavera l’artista napoletano pubblicherà un nuovo album di inediti, oltre all’uscita del documentario “James” di Andrea Della Monica, presentato con successo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel settembre 2020.

Speriamo che questo 2021 ci porti pace e salute per tutti noi, ne abbiamo bisogno.

In un momento difficile come quello che stiamo attraversando ormai da quasi un anno, è importante continuare a guardare avanti, sperando di poter tornare alla normalità e a suonare dal vivo la prossima estate per presentare i brani del nuovo disco”. JS

Se il suo percorso artistico è ormai giunto al giro di boa del mezzo secolo – il primo album degli Showmen è datato 1969 –, la storia personale di Gaetano Senese in arte James affonda le radici nell’Italia, e in particolare nella Napoli, dell’immediato dopoguerra.  

Figlio di una ragazza napoletana e di un soldato afroamericano, cresciuto ai confini della città di Napoli, che da campagna ha visto trasformarsi in periferia, James Senese è stato a lungo alla ricerca di un’identità. Una ricerca che ha acquistato un senso quando ha iniziato a confrontarsi con le note dei grandi jazzisti americani. Appropriandosi di quella musica, infatti, James vi ha riversato tanto i conflitti di cui era testimone quanto quelli di cui era protagonista, senza mai allontanarsi dalla sua terra. Proprio questa tensione continua tra un legame viscerale e profondo con la sua città e l’anelito di ricongiungersi con la terra di suo padre attraverso la musica, rende l’esperienza musicale di James Senese un unicum dall’identità mai pacificata. 

Partendo dall’incontro con Mario Musella e gli Showmen, alla formazione dei Napoli Centrale – band seminale che ha tracciato il percorso di quel “Neapolitan Power” e che ha fatto di Napoli una delle città più creative e stimolanti dal punto di vista musicale – sino al sodalizio artistico e umano con Pino Daniele con il quale ha condiviso palco e studio per i suoi primi fondamentali album, Senese non ha mai rinunciato a comunicare la sua visione del mondo, la necessità per un musicista di veicolare un messaggio, un’idea, e non essere mero intrattenitore.

E’ molto difficile parlare di se stessi, nonostante la mia musica da molti anni dica chi sono, meglio di tante parole. Ciononostante voglio farlo con questo breve scritto.

Sono arrivato all’età di settantacinque anni felice di questo traguardo. Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento.

Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di quindici anni napoletano guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai miei coetanei, e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia “diversità”.

Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono.

Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la mia anima. Sono di famiglia modesta, per non dire povera. Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone.

Non mi è mai interessato il denaro. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero però fatto tradire quello in cui credevo, e credo ancora; la coerenza e l’onestà artistica.

Credo di essere diventato un buon musicista e un buon compositore, con sentimenti forti, lasciando da parte gli egoismi e i personalismi; ringraziando invece per quello che in cinquanta anni di musica ho ottenuto.

Di questo devo dire grazie a Dio, alla mia famiglia, che mi hanno dato la forza e i giusti valori.

Credo che soltanto il rispetto e l’accoglienza dell’altro, del diverso, possa contribuire alla pacificazione delle persone, e ci dia quella parte di felicità necessaria per amare il prossimo.” James Senese

Fuori ora Charme, Il nuovo EP di Roberto Albini feat. Miss Ade C.

Dal 25 gennaio sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali Charme E.P. il nuovo lavoro firmato dal dj producer Roberto Albini e dalla cantante e conduttrice radiofonica Miss Ade C.

Si intitola Charme E.P. (et. Mastercut Records) il nuovo lavoro del dj Roberto Albini, questa volta accompagnato dall’incantevole voce di Miss Ade C.

Lo stile Lounge/Chillout di Albini unito alla voce ipnotica e ammaliante di Miss Ade C. sono una combo perfetta: il risultato è un EP di tre brani, ai quali seguirà presto una seconda parte, attualmente già in produzione.

In Charme tutto è incantevole: le linee sensuali e melodiche si amalgamano alla superlativa voce di Miss Ade C. al suo primissimo esordio da cantante.

Tre tracce, un solo comune denominatore: l’amore.

I Take Care, Inside You, Looking for Love, tre brani sensuali e rilassanti, uniti da un unico fil rouge emotivo.

Charme E.P. è acquistabile da questi link: TRAXSOURCE e JUNODOWNLOAD

BIOGRAFIA

Roberto Albini

Roberto Albini ha iniziato la sua carriera artistica nel 1985 all’età di 15 anni, collaborando con alcune emittenti radiofoniche e diversi locali notturni nella zona dei castelli di Roma. Il sound di Albini spazia tra diversi generi musicali: House, Garage, Deep, Soulful ed Electro House. Nel febbraio 2008 inizia il suo viaggio discografico con “Doctor Music Rec., Con il lancio dei singoli” Free Spirit ” e “Northern Wind”, fondata con Daniele Piredda. Il duo inizia anche a collaborare con artisti internazionali per la creazione e la produzione di remix. Negli anni alterna il lavoro di produttore a quello di conduttore radiofonico e nel 2012 intreccia la sua strada con quella di Miss Ade C. Dal 2016 è uno degli artisti dell’etichetta Mastercut Records

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Miss Ade C.

Nata sotto il segno della musica e dell’arte, lascia scorrere la vita ascoltando la propria colonna sonora. Pittrice di trompe l’oeil, speaker radiofonica, autrice, cantautrice, insegnante, curiosa nella vita e spugna del sapere a 360°. Cantante per passione da sempre. Dal piano bar a soprano in diversi cori, diventa Miss Ade C. nel panorama musicale. Nel futuro? Un libro da pubblicare, dischi da incidere e mai smettere di sognare.

“Home” il ritorno a casa di Dario Distasi

E’ uscito il 3 dicembre e si intitola “HOME”: si tratta del nuovo singolo di DARIO DISTASI, cantautore rock molisano. Il brano segna il ritorno dell’artista sulla scena musicale italiana dopo gli anni in UK. Disponibile anche il videoclip del brano.

Sono 816 mila gli italiani che negli ultimi dieci anni sono emigrati all’estero in cerca di un futuro migliore. Si parla di lavoro, di opportunità, ma sempre troppo poco dei risvolti psicologici ed emotivi che in tanti subiscono: dalla mancanza di punti di riferimento alla solitudine. La gioia del rientro per le vacanze e il grande vuoto quando l’aereo decolla per il rientro oppure la mancanza di un semplice abbraccio dell’amico di sempre o del calore della famiglia.

E’ di questo groviglio di sentimenti ed emozioni che parla “Home”, l’ultimo singolo di Dario Distasi, prodotto da Chris Taylor presso i Noiseboy Studios di Manchester, UK e masterizzato da Pete Maher (U2, Depeche Mode, Snow Patrol). Un brano rock, dal sound di ispirazione chiaramente americana, che con grinta e sincerità racconta i sentimenti di un giovane italiano all’estero. Accompagna il brano il videoclip per la regia di Matteo Castelluccia.

GUARDA IL VIDEOCLIP DI “HOME”

Ho vissuto molti anni lontano da casa – racconta Distasi – In UK, poco prima di decidere di tornare in Italia, ho impulsivamente e casualmente scritto “Home”. Un brano che parla della sensazione di non avere riferimenti, della disillusione, del non sapere quale luogo chiamare casa se non c’è qualcuno ad aspettarti. Forse sapevo già che Casa era il posto in cui dovevo tornare per avere un nuovo punto di partenza.”

Dario Distasi è un cantautore rock di origini molisane, classe 1985. Inizia molto presto a suonare la chitarra e comporre brani propri ma la svolta arriva dopo la laurea, quando decide di trasferirsi a Manchester, città dalla fervente scena musicale, dove inizia a girare pub e locali da solista, cantando le proprie canzoni.

Quello di Distasi è sound prettamente americano, come lo sono le sue influenze, da Sting a Dave Matthews, da Myles Kennedy agli Audioslave. Così, dopo la pubblicazione del primo miniEP “Coming Around”, decide di registrare nuovi pezzi a Nashville, Tennessee, USA. Qui entra in contatto con Drew Middleton, produttore pluripremiato dalla BMI (la SIAE Americana) per le proprie produzioni. Con Middleton produce nel 2019 l’Ep “Letting Go”, dal quale sono estratti due singoli “Stuck in here” e “When The Lights Go Down” che hanno incontrato i favori di pubblico e critica sia negli Usa che in Europa.

Nel 2020 decide di rientrare in Italia, dove fonda un nuovo progetto musicale con una nuova backing band senza però abbandonare il sound e le scelte musicali percorse in UK e USA.

Grande successo per la 14° edizione di Barezzi Festival

PER LA PRIMA VOLTA INTERAMENTE IN STREAMING

La musica dal vivo e la bellezza hanno riconquistato il centro della scena, lasciando intravedere orizzonti di fruizione inediti, destinati a rinnovare radicalmente lo scenario della musica live.

40 paesi collegati, una copertura social oltre ogni aspettativa, una stima di circa 20.000 accessi alla piattaforma streaming e il raddoppio delle previsioni di incasso: grande successo per la quattordicesima edizione di Barezzi Festival, che ha visto le sue Gemme sbocciarein tutto il loro splendore.

Una fioritura ancor più significativa considerando le difficoltà, le restrizioni, gli imprevisti della pandemia che hanno costretto a ripetuti e profondi cambiamenti della programmazione fino a pochi giorni dal debutto di questa edizione, andata in scena dal Teatro Regio di Parma per la prima volta in streaming il 13 e 14 novembre 2020 su teatroregioparma.it attraverso la piattaforma Payperlive di Zeye.

Un’edizione necessaria, quella del Barezzi Festival in tempo di Covid19, che si è con determinazione voluto confermare e che ha potuto vantare la presenza di artisti prestigiosi che hanno voluto esserci con performance dedicate e site specific, ideate e realizzate in tempi record.

Si è mantenuta così stretta e tesa la relazione con la folta comunità degli spettatori, che hanno dimostrato e testimoniato con il loro seguito sui social e nella chat del live streaming l’affezione per il festival, e nello stesso tempo si è pronti a immaginare gli ulteriori sviluppi del festival ora pronto a rivolgersi sia al pubblico in sala, sia alla più vasta platea del mondo digitale, che potrà innamorarsene e assaporare le sue speciali atmosfere anche a distanza. E che potrà quindi decidere di venire a viverle di persona a Parma.

USA, Germania, Italia in cima alla classifica dei 40 paesi collegati alla piattaforma dei live streaming per assistere ai concerti del cosentino Brunori Sas, in trio, che ha inaugurato la rassegna col calore inconfondibile della sua voce, di Vinicio Capossela, che ha regalato un indimenticabile ed esclusivo spettacolo di teatro musicale ispirato alle figure di Antonio Barezzi e di Giuseppe Verdi, e a Parma stessa, dedicato alle personalità di mecenati che hanno lo hanno sostenuto lungo i suoi primi 30 anni di carriera, e dei Marlene Kuntz, capitanati da Cristiano Godano, per la prima volta ospiti di Barezzi Festival.

Un successo condiviso con la schiera di giovani talenti della nuova scena, protagonisti dei concerti esclusivi disponibili sulla piattaforma negli stessi giorni e realizzati in esclusiva per Barezzi Festival: i Post Nebbia e la versatile Margherita Vicario, dal palcoscenico del Regio; il raffinato cantautore Guido Maria Grillo e lo straniante collettivo trentino Pop X, dalla Sala di Scenografia del Regio; il cantautore e pianista siciliano William Manera, dal Ballatoio del Palcoscenico; il delicato cantautore Ettore Giuradei, dalla Sartoria del Regio e Sara Loreni in “duo” con la sua loop station dal Ridotto, oltre che, in due “house concert” dal sapore intimo e raccolto, il giovane cantautore afro-romagnolo Fadi e l’elegante Valentina Polinori.

Uno sforzo produttivo reso possibile oltre che dalla determinazione della direzione artistica di Giovanni Sparano e del team del Teatro Regio di Parma, organizzatore e produttore del Barezzi Festival, dall’imprescindibile sostegno degli sponsor del Festival, adesi ai fautori del progetto nonostante le mutate condizioni operative, con l’intento di non interrompere il legame con la comunità, di non eludere le aspettative di musica dal vivo e di scrivere uno scenario nuovo.

Il XIV Barezzi Festival è stato realizzato nell’ambito di Parma Capitale Italiana per la Cultura 2020+21 grazie al contributo di: Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Regione Emilia Romagna, Comune di Parma, oltre che con il sostegno della Fondazione Cariparma e dell’Associazione Parma, io ci sto! Main sponsor Conad Sapori e Dintorni, Chiesi Farmaceutici, Ares. Sponsor Toyota Italia, Albinea Canali Partner La Toscanini Otium Tabarro, Alberto, Orfeo Hospitality Partner Novotel Streaming a cura di Zeye

Il risultato sul piano artistico, racconta Giovanni Sparano, è stato di enorme successo, grazie allo sviluppo di un format artistico incentrato sulle caratteristiche e sulle suggestioni che soltanto un luogo come il Teatro Regio sa sprigionare, grazie all’inusitata capacità di trasmettere calore, stupore, e coinvolgimento in ognuno dei suoi spazi, come la Sartoria, la Sala di Scenografia, il Ballatoio del Palcoscenico, riscoperti valorizzati in quest’originale contesto spettacolare, nello spirito proprio del Festival e del suo ispiratore Antonio Barezzi il mecenate che per primo riconobbe il talento del giovane Giuseppe Verdi sostenendone gli studi e di cui l’oste Diego Sorba ha vestito i panni introducendo e dialogando con gli artisti.

Il Barezzi Festival ringrazia tutti i musicisti che hanno preso parte alla sua XIV edizione aderendovi anche, date le particolari condizioni, all’ultimo momento, compresi tutti gli artisti che non hanno potuto parteciparvi quest’anno e che saranno invitati esserne protagonisti nelle prossime edizioni.

Come annunciato, l’incasso del concerto di Brunori Sas in trio sarà devoluto a sostegno dei lavoratori dello spettacolo dal vivo della Calabria, attraverso il collettivo Approdi e l’Associazione La Terra di Piero. In accordo con l’artista e l’orchestra, il Teatro Regio si è impegnato a progettare e realizzare in un prossimo futuro lo speciale ed esclusivo progetto musicale immaginato da Barezzi Festival con Brunori Sas e i 51 musicisti under 35 de La Toscanini Next. Un progetto che si vuole far sbocciare in un tempo più sereno, che consenta l’incontro anche con il pubblico presente in sala e che ci auguriamo possa essere in programma sin dalla prossima edizione Festival.

10 anni di Foja: in uscita la collection della discografia ufficiale + inediti

Il 10 dicembre i FOJA celebrano il decennale del loro primo album pubblicando “DIECI” una speciale collection che racchiude i primi tre album editi (‘Na storia nova, Dimane torna ‘o sole, ‘O treno che va) più un quarto volume contenente i singoli fuori album, le collaborazioni internazionali, la cover di “Maruzzella”, i brani mai pubblicati prima in digitale e un brano inedito che sarà online su tutte le piattaforme streaming quello stesso giorno ‘E fronne,

Lo stesso giorno, oltre alla pubblicazione della collection, uscirà anche una speciale tiratura limitata in vinile dell’album d’esordio “Na storia nova” e diversi gadget che saranno disponibili su uno store online dedicato.

Non esistono parole per descrivere i dieci anni trascorsi dall’uscita del nostro primo disco, solo le canzoni riescono ad avere tanto potere”. Così Dario Sansone, cantante e leader della band che con l’uscita dell’esordio “’Na storia nova” creò uno spartiacque nella musica napoletana contemporanea, inizia il suo ringraziamento al pubblico e a chi ha collaborato alla crescita di questa meravigliosa realtà che sono i Foja.

E così continua: “Tutto quello che è successo in questo decennio non è unicamente merito nostro, ma di una famiglia dal cuore immenso fatta di produttori coraggiosi, managers sognatori, musicisti generosi, illustratori visionari, fonici alchimisti, grafici geniali, registi dalla sensibilità speciale, tour-managers innamorati, driver temerari, promoters amanti del rischio, bookers tenaci, gestori di locali intraprendenti, addetti stampa instancabili, produttori artistici talentuosi, service infaticabili, fotografi appassionanti, compagne pazienti, amici veri e di un pubblico unico che vive la musica e l’arte dal nostro lato della barricata con il fuoco dentro… cu’ ‘a Foja dint’o core..“

C’è un “prima” e un “dopo” l’arrivo dei Foja sulla scena napoletana. Un concetto di arte dove la musica è elemento portante di una percezione più ampia, che include anche arti figurative come il disegno, statico e animato, di cui Dario Sansone è uno dei più capaci esponenti. Le esperienze della band partono da una mescla di generi e di influenze, che da millenni si susseguono nella “città porosa”. La contaminazione artistica, nata nei club fumosi del porto in periodo post bellico con il blues degli americani, si incontra con la tradizione culturale napoletana facendo nascere un unicum. Con Carosone, The Showmen, Napoli Centrale fino a Pino Daniele i Foja hanno sviluppato la stessa “linea di sangue sonora”, orgogliosi di far parte di una famiglia partenopea vera e verace dal suono internazionale.

In questi dieci anni i Foja hanno raggiunto importanti traguardi: dal memorabile concerto al Teatro San Carlo, ai concerti in location rappresentative come il Palazzo Reale, il museo di Capodimonte, Castel Sant’Elmo, l’Arena Flegrea, ai tour europei e nordamericani del 2018 fino ad arrivare a collaborare su versioni inedite di alcuni dei più bei brani della propria discografia con importanti artisti internazionali.

Infine, ma non meno importanti, le collaborazioni cinematografiche del frontman Dario Sansone con disegni e musiche per i lungometraggi “L’arte della felicità” e “Gatta Cenerentola”.

Isola Tobia Label lancia la campagna #IOCOMPROMUSICA

Parte oggi 3 dicembre #IOCOMPROMUSICA la nuova campagna promossa da Isola Tobia Label per il sostegno concreto della musica attraverso l’acquisto di album.

Diverse le iniziative previste, sia a vantaggio di chi acquista, come ad esempio piccole ricompense attraverso raccolte punti, sia a vantaggio degli artisti che aderiranno. Inoltre Isola Tobia Label ha deciso di mettere a disposizione lo store isolatobialabel.com/chiosco, destinato generalmente alla promozione e alla vendita degli album degli artisti del roster, anche ad artisti che non ne fanno parte, in modo che possano avere una vetrina in uno spazio aggregativo con i vantaggi che può offrire, dalla spedizione alle iniziative di marketing.

La richiesta di adesione può essere inviata alla mail: servizi@isolatobialabel.com.

La scelta dell’etichetta viene così spiegata dal direttore artistico Carlo Mercadante:

Che lo streaming stia seppellendo il settore musicale, soprattutto quello autoprodotto o quello cosidetto emergente è ormai un dato certo. A tal proposito ritengo che, finché non ci sarà una presa di posizione netta da parte di artisti, operatori culturali e giornalisti, non ci sarà possibilità alcuna di ricominciare a parlare di valorizzazione dell’opera musicale. La quasi totalità delle categorie citate, infatti, oggi si promuove in streaming senza tenere conto che 10 mila visualizzazioni non sono la stessa cosa dei 10 mila dischi che si vendevano prima dell’avvento del digitale.

Tuttavia non credo che le piattaforme di streaming vadano demonizzate, anzi. Se utilizzate con criterio, costituiscono un ottimo modo per far circolare la musica, a patto che ogni artista, operatore o giornalista inserisca anche il link di vendita sotto ogni post per l’ascolto in streaming. Questo per lanciare un segnale e dare un valore a ciò che è costato denaro e fatica produrre.

Un solo dato: 10 mila streaming valgono ad oggi circa 30 euro, cioè a dire quanto 3 album venduti fisicamente o digitalmente. Bisognerebbe ragionare su questo”.