Da concertista classica a rocker di successo: intervista a Micol Arpa Rock

Discovery Woman è la rubrica dedicata alle artiste più rivoluzionarie del mondo della musica. Questo mese abbiamo intervistato Micol Arpa Rock, artista vulcanica, dalla personalità travolgente.

Da concertista classica a busker, fino a diventare una rocker di successo: lei stessa si definisce un’anomalia nel mondo della musica. Rifiutata dai locali, per alcuni anni Micol suona in strada e diventa la regina di Piazza Navona. Il passaparola e la sua bravura la portano in tv e da quel momento inizia una carriera da rocker con la sua band, da sempre sognata e desiderata.

Tra novembre e dicembre uscirà il suo nuovo album Play, composto da ri-arrangiamenti di brani rock famosi, insieme a canzoni inedite. Un mix di suoni e contaminazioni di genere visibile già in Freestyle, il primo singolo estratto dall’album.

Il 7 dicembre sarà in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma per presentare il nuovo disco. In attesa di vederla esibirsi con la band su uno dei più importanti palchi della capitale, le abbiamo chiesto di raccontarci la sua incredibile storia. Mettetevi comodi: siamo sicure che vi lascerà davvero a bocca aperta!

Sei l’unica musicista al mondo che è riuscita a suonare Stairway to Heaven in chiesa. Come ci sei riuscita? Ho suonato Stairway to Heaven nella cattedrale di Catanzaro e pensa che il parroco non ha mai voluto che ci fossero concerti in chiesa. Prima di me gli avevano proposto Carmen Consoli, ma lui si era rifiutato categoricamente. Quando gli hanno proposto me, come ha sentito che suonavo l’arpa ha accettato subito, ma penso che non conoscesse i brani del mio repertorio. Fatto sta che lui era presente al concerto e la cattedrale era piena: fu davvero un grande successo, ma credimi, avevo tremato prima di suonare lì, perché temevo si alzasse dicendomi che quel brano non andava bene…in ogni caso è andata!

Quando è nata la tua passione per l’arpa? La prima volta che ho visto un’arpa avevo 3 anni. Mia madre mi aveva portato a vedere il balletto de Il lago dei cigni in teatro a Genova, nella mia città, ma io, anziché guardare le ballerine, guardavo l’arpa nella buca dell’orchestra: nella mia mente avevo già deciso di volerla suonare. Ovviamente, essendo molto piccola, nessuno credette a questa cosa, ma ho insistito talmente tanto, che alla fine ho iniziato con il pianoforte a 5 anni, perché ero considerata troppo piccola per l’arpa. Finalmente, a 8 anni, ho iniziato seriamente con lo studio di questo strumento e a 10 mi sono iscritta in conservatorio. Ho concluso gli studi a 18 anni: sono stata l’unica in Italia a diplomarmi così presto, non era mai accaduto prima!

Dopo il diploma hai iniziato subito la tua carriera di concertista classica, ma poi hai abbandonato tutto per intraprendere una carriera da solista. Come sei arrivata a questa decisione? Appena diplomata sono stata subito scelta per suonare nell’Orchestra Giovanile Italiana e nell’ Orchestra Luigi Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Muti. Poi sono cresciuta e ho iniziato a lavorare nelle orchestre classiche italiane, ma si trattava di contratti a progetto che non mi garantivano uno stipendio fisso. Inoltre, dai miei 18 ai 27 anni, non è mai stato bandito un concorso per poter entrare come stabile in un’orchestra; però io avevo bisogno di lavorare in maniera fissa con la musica! Per cui mi sono trovata in un momento di smarrimento, perché suonavo a contatto con realtà importanti ma non vedevo di fronte a me un futuro certo. Quindi ero stufa di questa situazione e ho iniziato ad ascoltare quello che coltivavo dentro di me, cioè diventare una solista di musica rock. Sognavo grandi palchi, di avere una band e di avere un pubblico giovane di fronte a me. Ma, soprattutto, sognavo di suonare tante note, cosa che in orchestra non è possibile, perché hai una parte da rispettare insieme agli altri strumenti. Quindi in quel momento ho scelto di diventare una busker, un’artista di strada, e di vivere suonando i miei arrangiamenti.

Come hai avuto l’idea di fare gli arrangiamenti dei brani rock? In realtà ho sempre scritto musica e arrangiato brani miei. Ho iniziato con quello che sentivo in radio, principalmente musica pop. Quando andavo a propormi nei locali di Roma chiedendo di suonare, nessuno mi voleva, quindi ho deciso di esibirmi in strada per farmi conoscere in qualche modo; e da lì c’è stato un grande passaparola, fino a quando sono stata notata da due importanti critici musicali rock. Mi invitarono nella loro trasmissione, ma suonando pop non sapevo bene che cosa proporre. Decisi allora di suonare Firth of Fifth dei Genesis che è stato il mio primo arrangiamento di rock progressive e da quel momento è nata Micol Arpa Rock.

Chi è Micol Arpa Rock? Un casino. Un gran casino! Io mi sento un’esplosione, bisogna stare attenti perché sono un caos, un concentrato di energie pronte a esplodere. Cambio le carte in gioco sempre, evado, è difficile starmi dietro: ho i coriandoli in testa, è tutto un gran carnevale nella mia testa.

“Ho dato un calcio a tutte le regole e sono finalmente diventata me stessa. Bisogna avere il coraggio di essere sempre se stessi e di lottare per inseguire i propri sogni. A chi mi diceva “ma dove vuoi andare andare con quell’arpa?” ho dimostrato di avere il fuoco dentro. Ora faccio quello che ho sempre sognato di fare”

Ricordi la prima volta che hai suonato in strada? Certo, ed è stata una scena rocambolesca! La prima volta che ho suonato in piazza è stato nella piazzetta di San Teodoro, in Sardegna, dove ero in vacanza. Mi ero portata dietro una piccola arpa celtica e una sera, per caso, decido di mettermi a suonare in pubblico. Scelgo questa piccola stradina in pieno centro storico ma all’inizio mi va tutto malissimo. Lì era tutto pieno di bancarelle e di fronte a me ce n’era una di crepes e piadine: la proprietaria mi è letteralmente venuta addosso, urlandomi di andare via. Era arrabbiatissima, perché la gente, anziché fermarsi da lei, preferiva ascoltare me. Ne è nata una lite furibonda, sedata da un vigile che, per farmi esibire, mi ha portato in una stradina poco più su. Ovviamente anche lì si è bloccato tutto, c’era un caos assurdo, perché la gente si fermava ad ascoltare ancora più di prima. Dopo due ore di concerto sono tornata in camera mia, ho contato le monete che avevo racimolato e letto tutti i biglietti e le frasi che mi avevano lasciato le persone: è stato in quel momento che mi è venuta l’idea di trasformare tutto questo in un lavoro.

C’è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto? C’è sempre questo momento! Purtroppo io vivo in modo altalenante, quando sono sul palco è tutto perfetto, ma quando non sono sul palco non ho modo di esprimermi e mi butto molto giù. Tante volte penso di mollare tutto, ma poi rinsavisco e dico a me stessa: ma che cavolo dici? Per arrivare fino a qui c’è stata davvero una grande lotta di sopravvivenza, anche nei confronti della società che non accettava che facessi quello che facevo. Sai quante volte mi hanno detto ma perché non vai a lavorare? All’inizio nessuno credeva in questo progetto e ricordo anche i brutti momenti trascorsi quando ho fatto la licenza per esibirmi in strada. Piangevo sempre! Spesso altri artisti non volevano che mi esibissi nelle loro vicinanze e volevano mandarmi via…insomma, non è stato per niente facile. Ma non ho mai mollato.

Due settimane fa Chris Martin ha condiviso una tua esibizione tra gli highlights del suo profilo Instagram. Cosa hai pensato quando lo hai visto? Ma non ci potevo credere! Gli ho scritto subito per ringraziarlo e l’ho invitato il 7 dicembre a vedere il mio concerto all’Auditorium Parco della Musica.

E a proposito di grandi artisti, c’è qualcuno in particolare con il quale ti piacerebbe suonare? Bruce Springsteen! Mi piace volare alto…

Sei l’unica arpista rock in Europa. Sei l’unica musicista che è riuscita a suonare Stairway to Heaven in un luogo sacro. Hai persino inventato un cubo per poter suonare in piedi…cosa dobbiamo aspettarci da te prossimamente? Che diventi l’unica nel mondo! In realtà non esiste un’altra Micol Arpa Rock o, perlomeno, non ne ho la certezza, ma aldilà del fatto se esiste o meno un’altra musicista che fa quello che faccio io, posso dirti che gli arrangiamenti sono soltanto miei, non li ho mai scritti e di conseguenza sono personali. Per cui, aspettiamoci grandi cose, mi sento positiva!

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