Buon Compleanno Queen Bey! La carriera di Beyoncé in 10 tappe

In occasione del suo trentanovesimo compleanno, dedichiamo il Discovery Woman di settembre a colei che rappresenta la diva per eccellenza, Beyoncé Knowles. Con la sua voce inconfondibile e potentissima, la tigre di Houston ha lasciato un segno indelebile nella musica e nella cultura pop. Con classe e fierezza si è sempre fatta portavoce, sul palco e giù dal palco, di temi politici e non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni o il suo dissenso, ispirando intere generazioni. Per questi motivi è universalmente riconosciuta come la regina, Queen Bey. Riassumere la sua carriera non è impresa semplice, ma noi ci abbiamo provato e abbiamo deciso di racchiuderla in dieci tappe, secondo noi, fondamentali.

  1. Le Destiny’s Child, ovvero il gruppo femminile che ha venduto di più in tutta la storia della musica
    Le straordinarie doti canore di Beyoncé emergono già nei primi anni di vita e a soli 8 anni fa parte del gruppo Girl’s Tyme, dalle cui ceneri nasceranno le Destiny’s Child. Le componenti non sempre vanno d’accordo e la formazione cambia diverse volte, ma nonostante ciò il gruppo, nella seconda metà degli anni Novanta, riesce a conquistare il mondo intero. Say my name, Jumpin’ Jumpin’, Independent Women (colonna sonora del film Charlie’s Angels) e Survivor sono solo alcuni dei loro grandi successi. Nel 2001 il progetto viene messo da parte per permettere alle componenti Beyoncé, sua cugina Kelly Rowland e Michelle Williams di avviare una propria carriera solista, per poi essere ripreso nel 2004, anno in cui esce il loro ultimo album Destiny Fulfilled. L’album è seguito da un ultimo, memorabile tour.
  2. Un esordio da record: Crazy in Love
    Il 20 maggio 2003 esce Crazy in Love (interpretata con il futuro marito Jay-Z), il primo singolo estratto da Dangerously in Love, primo album da solista di Beyoncé. Valutare quanto sia stato effettivamente grande l’impatto culturale di questo brano, ripetutamente certificato platino in un gran numero di paesi occidentali, è impossibile. Numerosi critici musicali e riviste hanno collocato Crazy In Love tra i brani più significativi degli anni Duemila, tra cui Rolling Stones. La rivista mette infatti Crazy in Love al terzo posto, aggiungendo che lo squillo di trombe all’inizio del brano non era un’introduzione, bensì un’annunciazione, quella della nuova regina del pop (qui potete trovare la classifica completa).
  3. Listen, to the song here in my heart…
    Come dimenticare la performance da pelle d’oca del brano Listen nel film Dreamgirls? L’amatissimo brano di Beyoncé fa parte della colonna sonora di questo film del 2006, adattamento di un musical omonimo di Broadway risalente al 1981 e incentrato sulla storia del gruppo vocale femminile degli anni sessanta The Supremes (del quale faceva parte Diana Ross). Fanno parte del cast anche Jamie Foxx, Eddie Murphy e Jennifer Hudson. Beyoncé interpreta Deena Jones, personaggio ispirato a Diana Ross. L’interpretazione le valse due nomination ai Golden Globe, una per Migliore Attrice e una per Miglior Canzone Originale (per Listen).
  4. Un album in tempi record: B-Day
    Sono soltanto tre le settimane in cui B-Day è stato pensato, arrangiato e registrato. Le riprese di Dreamgirls sono appena terminate e Beyoncé afferma di non essere mai stata così piena di idee ed energia creativa. Il disco esce il 4 settembre del 2006, giorno del venticinquesimo compleanno di Beyoncé. E’ un successo strepitoso, tant’è che i singoli estratti sono ben 6 (Déjà Vu, Ring the Alarm, Irreplaceable, Beautiful Liar – insieme a Shakira, Get me Bodied e Green Light). Con questo album si consolida l’immagine di Beyoncé come regina del pop, ma anche la coppia Beyoncé & Jay-Z. I due infatti duettano nuovamente nel singolo che fa da traino al disco, Déjà Vu.
  5. Il balletto di Single Ladies
    Tre donne schierate con addosso un body nero, le immagini in bianco e nero, la mano che si muove seguendo il ritmo. Probabilmente si tratta del video musicale più semplice e evocativo allo stesso tempo, sicuramente uno dei più riprodotti, copiati e parodiati di sempre. Single Ladies (Put a Ring on it) è un brano tratto dall’album del 2008 I Am…Sasha Fierce che, neanche a dirlo, è l’ennesimo successo (ricordiamo i singoli If I Were a Boy, Halo e il riuscitissimo duetto con Lady Gaga, Video Phone). Manca ancora un bel po’ alla fine del decennio, ma è già chiaro che è Beyoncé l’artista femminile che nel periodo 2001-2010 ha avuto più brani in top ten ed è rimasta per più settimane alla posizione numero 1 delle classifiche.
  6. Chi manda avanti il mondo? Le ragazze!
    Dopo una pausa durata un anno, Beyoncé torna nell’aprile del 2011 con un brano in cui non le manda affatto a dire e che anticipa l’uscita dell’album 4. Who Run the World? (Girls) è un brano grintoso che celebra la forza delle donne in un modo tutt’altro che scontato. Incredibile la sua performance ai Billboard Music Awards del 2011, quando le fu assegnato il Millenium Award. La performance coinvolse 100 ballerini, un gigantesco schermo interattivo e fuochi d’artificio, roba che quattro luglio, spostati. Who Run the World? (Girls) rappresenta una svolta politica per Beyoncé, che includerà sempre più nel suo modo di fare musica temi come l’emancipazione delle donne e degli afroamericani. Intanto trova anche il tempo di collaborare con la Casa Bianca, in particolare con la first lady Michelle Obama, per diverse iniziative sociali.
  7. L’album a sorpresa e On The Run Tour
    C’é davvero bisogno di sbattersi con la promozione di un album quando ti chiami Beyoncé? A quanto pare no, non c’è bisogno. L’album in questione, intitolato semplicemente Beyoncé, è in effetti molto più di un album. Si tratta di un visual album, composto da 14 brani e 17 clip. Esce la notte tra il 12 e il 13 dicembre 2013 su i-Tunes e, nonostante sia stato pubblicato praticamente ad anno finito, riesce comunque a diventare in meno di venti giorni il decimo album più venduto del 2013, grazie a successi come Drunk in Love, Pretty Hurts, XO e Partition. I brani di questo album saranno al centro di On the Run Tour, lo spettacolare tour da 110 milioni di dollari di incassi che Beyoncé mette in piedi insieme a suo marito Jay-Z.
  8. Formation e l’esibizione al Super Bowl
    Il 6 febbraio 2016 Beyoncé lancia su Tidal un brano intitolato Formation, con il quale si esibisce, il giorno dopo, durante l’Halftime Show del Super Bowl (che vede quell’anno anche la partecipazione di Bruno Mars e dei Coldplay). Formation è stata definita da un giornalista di Rolling Stones come una canzone assolutamente necessaria in tempo di Black Lives Matter. E’ un brano potente che ruota intorno ai temi del black pride, dell’eredità culturale degli afroamericani e del razzismo. L’esibizione al Super Bowl suscita varie polemiche, poiché la coreografia nell’insieme ricorda la rivoluzione afroamericana delle Black Panthers che ha avuto luogo nel corso degli anni Settanta e Ottanta. Formation anticipa l’uscita del monumentale album Lemonade (sul quale scriveremo un articolo più approfondito in occasione del quinto anniversario) e dello spettacolare Formation World Tour.
  9. Homecoming, A film by Beyoncé
    Prendete una performance spettacolare di Beyoncé, ovvero quella di Coachella nel 2018. Prendete tutti i retroscena, dalla progettazione delle coreografie al duro lavoro delle prove. Prendete una Beyoncé, solitamente estremamente riservata, che si mostra umana, fragile e provata dalla fatica mentre prepara lo show (e tra l’altro non si è ancora ripresa del tutto dal parto dei suoi due gemelli, avvenuto solo qualche mese prima). Joe Coscarelli del New York times ha descritto Homecoming come uno sguardo al concerto ‘intimo e approfondito’, come ‘la strada emotiva dal concetto creativo a un movimento culturale’. Il film, ideato e creato in collaborazione con Netflix, ha ricevuto un plauso universale. Se non l’avete visto vi consigliamo di rimediare subito.
  10. La colonna sonora de Il re Leone e Black is King
    Nel luglio del 2019 è uscito il remake de Il re Leone e Beyoncé si è cimentata nel doppiaggio del personaggio di Nala e nell’interpretazione del brano Spirit, parte della colonna sonora del film. I brani che compongono la colonna sonora di questa nuova versione de Il Re Leone sono racchiusi all’interno di The Lion King: The Gift, curato e prodotto da Beyoncé, al quale hanno partecipato anche numerosi artisti africani.
    Il 19 giugno 2020 Beyoncé pubblica Black Parade, un brano con il quale intende commemorare la fine della schiavitù dei neri negli Stati Uniti. La data di uscita del brano non è casuale: il 19 giugno, o Juneteenth, è proprio il giorno in cui si celebra la fine dei soprusi sui neri ed è stata istituita proprio in Texas, dove Beyoncé è nata. Black Parade assume un significato ancora più profondo perché pubblicata poco dopo l’assassinio di George Floyd e nel clima di protesta che ne è derivato. I proventi vengono destinati alle piccole imprese di proprietà di afroamericani. Ma l’attivismo di Beyoncé sulle tematiche del movimento Black Lives Matter non finisce qui. Il 31 luglio scorso è uscito infatti Black is King, che è allo stesso tempo un film e una versione visual dell’album The Lion King: The Gift. Il progetto, interamente ideato e diretto da Beyoncé, è stato acclamato dalla critica per regia, design dei costumi, soggetto e soprattutto per le tematiche culturali trattate.

    Riassumere la carriera di un’artista così attiva su tanti fronti non è semplice, ma abbiamo fatto del nostro meglio. In quale fase e in quali vesti l’hai apprezzata di più? Scrivicelo qua sotto, oppure seguici sui nostri social. Ci trovi su Facebook, Instagram e Twitter.



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