Rising Sounds: Yato cantautore electro vocal

Rising Sounds è la rubrica di SLQS dedicata agli artisti emergenti!

Yato è il fiorentino Stefano Mazzei, musicista e cantante solista della scena rock/pop e elettronica. Educatore per bambini e collaboratore di iniziative editoriali, legate al mondo della letteratura, Stefano non ama definirsi un cantante “preciso”. Eclettico e travolgente, è sempre alla ricerca di una dimensione di libertà che possa tradursi in musica. Ci ha raccontato di sé, dei suoi progetti attuali e delle sue ambizioni future.

Quando hai deciso che avresti fatto il cantante? Non sono mai stato un cantante “preciso” e ti spiego perché. Ho iniziato a studiare canto lirico, ma durante quei 3 anni facevo anche crossover e hard rock. Avendo altri interessi sono sempre stato un po’ stralunato, mi piaceva fare cose improbabili con la voce. Diciamo che la consapevolezza del “me” cantante l’ho percepita nel corso degli anni, nel momento in cui ho capito che potevo utilizzare la mia voce come uno strumento.

Com’è nata l’idea di chiamarti Yato? All’ inizio avevo un’ idea ben precisa del mio progetto. La mia musica unisce sonorità pop e rock, mescolate alle atmosfere elettroniche e al dubstep. Ho scelto la Y come versione stilizzata della I nella parola “iato” perché rappresenta visivamente, con le sue diramazioni, la non appartenenza a un nucleo vocale specifico. Lo iato viola l’idea metrica e la mia musica e le mie canzoni sono forme di iato che sentiamo e viviamo ogni giorno.

Hai detto che all’inizio avevi un’idea ben precisa su Yato. E adesso? L’enigma sul mio nome me lo sto portando dietro da un po’ di tempo! Alcuni produttori artistici ed esecutivi mi hanno fatto notare che il mio nome d’arte corrisponde anche a quello di un personaggio del manga Noragami. Questo ovviamente mi costa una penalizzazione in termini di risonanza sul web, quindi ho deciso che è arrivato il momento di cambiarlo. Ma il cambio si riverserà anche sulla produzione artistica: manterrò alcuni brani della precedente produzione, che avranno però un diverso arrangiamento e che sarà il frutto di questo periodo di transizione molto strano.

Ti riferisci a questo periodo di quarantena? Esattamente. Mi trovo in un periodo di standby dove prevale la voglia di suonare, ma le spinte interne, purtroppo, non trovano appiglio con la realtà che viviamo. E’ un periodo molto sofferente.

“La musica è la dimensione che mi caratterizza da quando sono nato, una dimensione di ricerca e di libertà che mi porta spesso in direzioni inaspettate, verso cose non per forza viziate dal mercato”

Come mai hai scelto l’elettronica e quali sono i tuoi artisti di riferimento? In realtà è stata l’elettronica che ha scelto me. Sin da quando ero ragazzino sentivo di subirne il fascino per la sua fusionalità di suoni e di generi. Per quanto riguarda invece gli artisti di riferimento, mi sento attraversato da progetti musicali più pop ma in cui si percepisce un lavoro di incontro fra sonorità distanti fra loro, come gli Arcade Fire. Anche in Italia negli anni 90 e inizi del 2000 abbiamo avuto un boom di gruppi che si esprimevano attraverso l’elettronica, come i Subsonica, i Bluvertigo e i 99 Posse. Purtroppo questo scenario musicale è rimasto lì, mentre nel frattempo hanno preso piede generi più legati all’ hip-hop. Ma su di me quell’impronta è rimasta forte.

Come nasce un tuo pezzo? Scrivi prima la musica o le parole? Non mi sento un autore tout court, di solito parto da qualcosa che mi colpisce, che sia una melodia o un giro di chitarra o ancora, da semplici note a caso sulle quali sento la musica che ho in testa.

Secondo te, quali sono le difficoltà legate al portare avanti un progetto musicale in Italia? Personalmente io ho incontrato difficoltà legate a una produzione strutturata. Ho lavorato anche con realtà diverse dalla Toscana, nel nord Italia e a Roma. Non avendo un produttore dietro sono riuscito comunque a portare la mia musica in giro per varie città italiane, come produttore indipendente, riuscendo ad avere un seguito. Purtroppo molte date sono state cancellate a causa del lockdown.

Oltre alle difficoltà legate alla produzione, quali sono le soddisfazioni che hai ottenuto finora? Le soddisfazioni arrivano sempre dal pubblico: quando suono davanti a perfetti sconosciuti e vedo che apprezzano i miei live o investono su di me, mi fa sempre un grande piacere. Suonare sul palco durante i festival o fare da spalla a gruppi famosi è sempre gratificante.

La tua canzone “Post” è stata scelta e mandata in onda su Firenze Tv. Di quale iniziativa si tratta? Post (guarda il videoclip) è una canzone di recente produzione che fa parte di un mini album di 8 canzoni. La versione mandata in onda da Firenze Tv è un nuovo arrangiamento di quel brano. Firenze Tv, invece, è una piattaforma digitale della Fondazione Teatro della Toscana, alla quale collaborano artisti del mondo del teatro, della musica e della letteratura (Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini, Giorgio Panariello, Edoardo Leo e altri). L’idea di questo canale è nata come rimedio alla necessaria chiusura delle sale a salvaguardia della salute pubblica. Sono stato coinvolto dal maestro Claudio Fabi (presidente e direttore artistico del Campus della Musica) -n.d.r. Claudio Fabi è il padre del cantautore Niccolò- con il quale sono in collaborazione per alcuni contenuti. La canzone gli è piaciuta molto e ha deciso di mandarla in onda.

Prima di salutarci, raccontaci dei tuoi progetti per il futuro. A cosa stai lavorando? Ho deciso di settare una parte della produzione legata al progetto Yato. I cambiamenti non riguarderanno solo il mio nuovo nome, ma ho proprio intenzione di ri-arrangiare i vecchi brani e suonarli con nuovi arrangiamenti a cui sto lavorando già da ora. Spero anche che la collaborazione con il Campus della Musica possa avere ulteriori sviluppi, ci credo fortemente e spero sia una buona parte per il futuro. Ma non solo: sto cercando di convincere il mio editore ad aprire una radio, dedicata a programmi e contenuti prettamente musicali. La radio non è solo una playlist di brani e in questo senso ho scritto dei format autoriali e ho registrato delle cose che mi piacerebbe trasformare in un programma vero e proprio.

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