SLQS consiglia: dischi italiani da ascoltare in quarantena

Come promesso, oggi Smells Like Queen Spirit Mag vi parla dei dischi italiani che ci stanno tenendo compagnia in queste settimane di isolamento. Nel riflettere su come impostare questo articolo ci siamo sinceramente emozionate: abbiamo infatti realizzato che i dischi che tendiamo a riascoltare in questi giorni sono in molti casi quelli che costituiscono la colonna sonora della nostra parte di vita trascorsa in Italia. Ci emozioniamo perché due di noi (Marika e Patrizia) si trovano all’estero e non riusciranno a rientrare finché l’emergenza non sarà finita, evento che ora come ora è impossibile da prevedere.

La musica in questi giorni diventa quindi molto più che una compagnia. E’ un modo per sentirci più vicine al nostro paese nell’attesa di rivederlo. Ecco i dischi che riescono a compiere questa magia!

Amalia

  • Pooh, The Best of Pooh (1997) perché ‘era il disco che ascoltavo in auto quando mia madre mi portava a scuola, è un ricordo felice e spero che trasmetta felicità anche a chi ora è chiuso in casa’;
  • Riccardo Cocciante, Notre-Dame de Paris (1998) perché ‘cantarne a squarciagola i pezzi libererà tutte le vostre endorfine’;
  • Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Musica Nuda (2004) perché ‘è grande musica rivisitata da due grandi musicisti’;
  • Finley, Tutto è possibile (2006) perché ‘è uno dei dischi dell’adolescenza e in questi tempi di disagi fa bene pensare a quando il disagio eravamo noi’;
  • Negrita, HELLdorado (2008) perché ‘per me è il disco dell’estate per eccellenza, quello onnipresente in macchina che mi trasmette una sensazione di pace, e mi fa pensare alle strade battute sotto il sole del Salento, piene di campi gialli e l’odore di salsedine nell’aria’.

Marika

  • Ligabue, Buon compleanno Elvis (1995), perché ‘mi trasmette lo stesso calore di quando lo ascoltavo da bambina semi-addormentata sul sedile posteriore della macchina, mentre ascoltavo i miei genitori chiacchierare’;
  • Negrita, Ehii!Negrita (2003) perché ‘ascoltando questa raccolta mi ritrovo in macchina sulla strada per il mare, con un braccio fuori dal finestrino a giocare con il vento’;
  • Antonello Venditti, TuttoVenditti (2012) perché ‘sa di domenica mattina a casa dei miei, di ragù e giochi stupidi con i miei fratelli’;
  • Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose (2016) perché ‘quando lo ascolto mi sembra di essere con Niccolò nella casa di campagna dove l’ha inciso – ma se non ho dei fazzoletti a portata di mano devo necessariamente saltare Facciamo Finta‘.
  • Subsonica, 8 (2018) perché ‘mi fa viaggiare anche se non si può: l’ho ascoltato per la prima volta mentre attraversavo il deserto del Rajasthan (India) e mi riporta a quel periodo incredibile’.

Patrizia

  • Pino Daniele, Nero a metà (1980) perché ‘mi ricorda l’infanzia a casa di Zia Rosa, grande fan di Pino, che alle mie richieste di mettere i Backstreet Boys rispondeva che un giorno avrei capito e avrei amato Pino…e così è stato’;
  • Litfiba, 17 Re (1986), perché ‘i Litfiba sono un pezzo di vita e questo album racchiude al meglio la loro essenza – in particolare Re del Silenzio mi ricorda le mie trasferte con la Lupo Rossa e il finestrino abbassato’.
  • Africa Unite, Vibra (2000) perché ‘ho vissuto una relazione a distanza e il mio lui mi dedicava le canzoni di questo disco. Ora che viviamo insieme, lo mettiamo come sottofondo quando cuciniamo’;
  • Alessandro Mannarino, Bar della Rabbia (2009) perché ‘mi ricorda me, scalza e traballante nei prati del campus dopo le feste e un concerto di fine estate durante il quale ho cantato fino a perdere la voce’
  • Ministri, Per un passato migliore (2013) perché ‘la notte che lo ascoltai, consigliato da un’amica, non riuscii più a dormire. Testi splendidi che raccontano la mia seconda adolescenza’;

E tu, conosci questi dischi? Cosa stai ascoltando in queste settimane per viaggiare con la mente?

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